Cos’è, come funziona e quali sono i vantaggi
Quando si perdono uno o più denti, per svariati motivi, il disagio è sicuramente doppio: da una parte non si ha più voglia di sorridere, poiché si potrebbe provare un profondo imbarazzo; dall’altra, la masticazione diventa sempre più difficoltosa e fa perdere qualunque interesse anche per i piatti più gustosi.
Per fortuna, grazie all’implantologia moderna, è possibile ripristinare un bel sorriso e migliorare la masticazione andando a sostituire i denti mancanti con impianti nuovi di zecca e quanto più simili alla dentatura naturale. Tra le tecniche più all’avanguardia, adottate anche presso lo Studio Dentistico Sorato, rientra l’implantologia a carico immediato.



Cos’è l’implantologia a carico immediato?
L’implantologia a carico immediato consiste in una tecnica chirurgica che prevede l’applicazione di una vite implantare in sostituzione di un dente perso o mancante con l’obiettivo di ripristinare il sorriso dal punto di vista tanto estetico quanto funzionale.
La procedura, sicura e minimamente invasiva, permette di sostituire l’unità dentale senza arrecare alcun danno biologico ai denti adiacenti e, soprattutto, di restituire al paziente la funzione masticatoria nell’arco di sole 24 ore.
Per ottenere il miglior risultato possibile è indispensabile che l’implantologia a carico immediato venga eseguita solo da odontoiatri esperti e specializzati. Presso lo Studio Dentistico Sorato, infatti, ogni impianto viene effettuato in sala operatoria, in ambienti sterili e decontaminati, in modo da assicurare massima sicurezza al paziente. Gli odontoiatri, grazie all’esperienza maturata nel tempo, sono in grado di applicare tecnologie all’avanguardia per individuare il trattamento più adeguato al singolo paziente e assicurargli un risultato altamente gratificante. E questo in una sola seduta: con “carico immediato”, infatti, ci si riferisce proprio al fatto che l’impianto è subito operativo, quindi il paziente può ricominciare a masticare immediatamente evitando i tipici fastidi derivanti dalle protesi mobili e riducendo i tempi sia di attesa, sia di guarigione.

Come funziona l’implantologia a carico immediato?
La procedura prevista dall’implantologia a carico immediato si suddivide in più fasi, che devono essere seguite minuziosamente per ridurre il margine di errore e ottenere il miglior risultato possibile.
La prima fase riguarda la visita preliminare, che deve essere particolarmente accurata in vista della pianificazione dell’intervento. Seguono, infatti, diversi esami diagnostici come la panoramica e la TAC, entrambe utili per valutare la quantità e la qualità dell’osso e acquisire le impronte delle arcate dentarie.
In particolare, la TAC funzionale alle prestazioni dell’implantologia impiegata dagli odontoiatri di Studio Sorato è in 3D, il che permette di simulare preventivamente l’introduzione e il posizionamento degli impianti in modo da non interferire con le strutture della bocca che non devono essere coinvolte. La seconda fase consiste nell’intervento vero e proprio: il paziente viene condotto in sala operatoria e sottoposto ad anestesia, mentre il chirurgo decide quale metodica di implantologia a carico immediato scegliere tra la All on Four e All on Six, cioè “tutto su quattro” e “tutto su sei”. Rispettivamente, prevedono il posizionamento di quattro o sei impianti in determinate posizioni strategiche della bocca affinché il paziente possa riprendere immediatamente la masticazione.
Entrambe le tecniche prevedono il posizionamento di impianti che attraverso la loro forma, superficie e dimensione garantiscono una struttura stabile e un processo di ricostruzione ossea decisamente rapido.
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Quali sono i vantaggi dell’implantologia a carico immediato?
Evoluzione tecnologica e strumenti all’avanguardia sono alla base dell’implantologia a carico immediato, una tecnica sempre più apprezzata per il gran numero di vantaggi che è in grado di offrire. Ecco i principali:
- riduce i tempi di recupero post-operatorio, oltre che la sensazione di ansia e stress da parte del paziente che deve comunque sottoporsi a un intervento chirurgico;
- permette di ricominciare a masticare immediatamente e perfettamente;
- restituisce al paziente un sorriso esteticamente bello e, soprattutto, funzionale.
Di contro, non esistono particolari svantaggi dell’implantologia a carico immediato; tuttavia, l’ultima parola spetta sempre all’odontoiatra che, tenendo conto delle caratteristiche del singolo paziente, può decidere se procedere o meno con l’intervento.
Chi può sottoporsi all’implantologia a carico immediato?
Nonostante sia una procedura veloce, mininvasiva e totalmente sicura, l’implantologia a carico immediato non è adatta indistintamente a tutti i pazienti. Per poter posizionare un impianto, infatti, è necessario avere a disposizione tessuto osseo sufficiente e in buona salute.
Per valutare se, quindi, un paziente sia idoneo o meno al trattamento, gli odontoiatri di Studio Sorato eseguono sempre l’ortopantomografia (OPT) e la Topografia Computerizzata Cone Beam (CBCT): la prima è un esame di primo livello che consiste in una radiografia delle arcate dentali in formato 2D, mentre la seconda offre risultati in 3D.
Se dagli esami risulta una carenza di supporto osseo, l’odontoiatra può proporre una soluzione alternativa tra impianti a diametro ridotto, mini-impianti o un intervento di rigenerazione ossea, che prevede l’innesto di tessuto osseo, organico o sintetico, per gettare le basi indispensabili per l’implantologia a carico immediato.




Controindicazioni e rischi dell’implantologia a carico immediato
Come accennato, non sempre l’implantologia a carico immediato si rivela il trattamento adeguato a tutti i pazienti. I primis, bisogna tenere conto del tessuto osseo a disposizione e, se carente, è necessario ricorrere a soluzioni alternative; in secondo luogo, poi, è controindicato procedere con l’intervento in caso di:
- pazienti affetti da diabete non controllato o altre patologie sistemiche, poiché possono influenzare la guarigione e compromettere l’esito dell’intervento;
- pazienti fumatori, dato che il fumo di sigaretta interferisce con il decorso post-operatorio e aumenta il rischio di fallimento dell’impianto.
Detto ciò e considerando che l’implantologia a carico immediato è pur sempre un intervento chirurgico, è bene che il paziente sia a conoscenza anche degli eventuali rischi:
- infezioni, provocate dall’esposizione dell’impianto alla cavità orale;
- fallimento dell’impianto, che può avvenire se quest’ultimo non si osseointegra correttamente;
- danni ai nervi e/o ai tessuti circostanti, che si manifestano con formicolio, intorpidimento e/o dolore ma, generalmente, tendono a scomparire spontaneamente nell’arco di qualche giorno.
Per ridurre al minimo i rischi appena elencati, gli odontoiatri di Studio Sorato ricorrono alla scansione 3D e, se necessario, ai sistemi di chirurgia computer guidata per pianificare al meglio l’intervento e arginare qualunque complicanza.
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Quali tipologie di protesi fisse vengono utilizzate?
Prima di procedere con l’impianto, gli odontoiatri di Studio Sorato permettono al paziente di scegliere la tipologia di protesi fissa da impiantare, cercando di guidarli verso la soluzione più adatta alle loro esigenze sia fisiche, sia economiche. In linea di massima, le protesi fisse si differenziano tra loro per i materiali di realizzazione, che possono essere:
- leghe metalliche tradizionali, in grado di offrire solidità e robustezza per quanto riguarda ponti e corone, oltre che durata nel tempo. Per assicurare un buon risultato estetico, l’anima metallica viene rivestita in ceramica, in una colorazione quanto più simile a quella del dente naturale. I metalli impiegati sono biocompatibili, quindi ben tollerati da ossa e gengive;
- zirconia, un materiale molto resistente a rotture, agenti chimici e usura. Si può utilizzare sia sugli impianti, sia sui denti naturali per realizzare ponti, intarsi, protesi totali o singoli elementi. Rispetto alla ceramica, la zirconia è leggermente più opaca;
- resina, dall’ottimo aspetto estetico, facile da trovare e dal costo piuttosto contenuto. Purtroppo, però, non si adattano perfettamente a protesi dentarie fisse definitive poiché troppo porose;
- disilicato di litio, un vetroceramica molto bello esteticamente grazie alla sua translucenza quasi identica a quella di un qualsiasi dente naturale. Si tratta di un materiale biocompatibile, perfettamente tollerato da ossa e gengive;
- compositi, dalla buona resa estetica e facili da modellare. Rispetto alla ceramica hanno un costo più contenuto, ma sono anche meno resistenti alle rotture e all’usura. Di conseguenza, sono più adatti per piccoli restauri e non per interi impianti.



Quanto dura un impianto a carico immediato?
Un impianto a carico immediato può durare tanto quanto un impianto tradizionale, cioè tra i 15 e i 25 anni, se non di più. La durata effettiva dipende non solo dalla tipologia di impianto, ma anche e soprattutto dall’attenzione del paziente nel garantirne la longevità. Nello specifico, incidono almeno i seguenti tre fattori:
- condizioni del paziente: in presenza di ossa e gengive sane è possibile ridurre i rischi e le complicanze che potrebbero insorgere nel post-operatorio;
- stile di vita: mangiare sano e astenersi da alcol e fumo di sigarette sono sicuramente due buone abitudini favorevoli alla durata di un impianto dentale a carico immediato;
- corretta igiene orale: la pulizia dentale deve essere eseguita correttamente e quotidianamente sia a livello domestico, sia a livello professionale per garantire all’impianto una vita più lunga possibile.
Inoltre, è opportuno che chi ha un impianto dentale a carico immediato fissi controlli periodici con l’odontoiatra e si sottoponga a regolari pulizie dentali professionali, entrambi utili a mantenere l’impianto funzionale, pulito e longevo.
Costi dell’implantologia a carico immediato
L’implantologia a carico immediato prevede l’applicazione di due protesi, una provvisoria e una definitiva, il che la rende sicuramente più costosa rispetto all’implantologia a carico differito. Il costo medio oscilla tra i 1200 euro e i 3mila euro per un singolo impianto (quindi un solo dente), raggiungendo gli 8-14mila euro per un’intera arcata superiore o inferiore.
Tuttavia, stimare in anticipo il prezzo finale è pressoché impossibile, perché a incidere sono fattori variabili come il numero degli impianti, i materiali di realizzazione e le condizioni del singolo paziente. Proprio per questo, Studio Sorato prevede sempre una visita preliminare e un preventivo personalizzato che tiene conto delle possibili varianti, in modo da offrire a ogni paziente la soluzione più adatta alle sue esigenze.



Quali tipologie di protesi fisse vengono utilizzate?
Prima di procedere con l’impianto, gli odontoiatri di Studio Sorato permettono al paziente di scegliere la tipologia di protesi fissa da impiantare, cercando di guidarli verso la soluzione più adatta alle loro esigenze sia fisiche, sia economiche. In linea di massima, le protesi fisse si differenziano tra loro per i materiali di realizzazione, che possono essere:
- leghe metalliche tradizionali, in grado di offrire solidità e robustezza per quanto riguarda ponti e corone, oltre che durata nel tempo. Per assicurare un buon risultato estetico, l’anima metallica viene rivestita in ceramica, in una colorazione quanto più simile a quella del dente naturale. I metalli impiegati sono biocompatibili, quindi ben tollerati da ossa e gengive;
- zirconia, un materiale molto resistente a rotture, agenti chimici e usura. Si può utilizzare sia sugli impianti, sia sui denti naturali per realizzare ponti, intarsi, protesi totali o singoli elementi. Rispetto alla ceramica, la zirconia è leggermente più opaca;
- resina, dall’ottimo aspetto estetico, facile da trovare e dal costo piuttosto contenuto. Purtroppo, però, non si adattano perfettamente a protesi dentarie fisse definitive poiché troppo porose;
- disilicato di litio, un vetroceramica molto bello esteticamente grazie alla sua translucenza quasi identica a quella di un qualsiasi dente naturale. Si tratta di un materiale biocompatibile, perfettamente tollerato da ossa e gengive;
- compositi, dalla buona resa estetica e facili da modellare. Rispetto alla ceramica hanno un costo più contenuto, ma sono anche meno resistenti alle rotture e all’usura. Di conseguenza, sono più adatti per piccoli restauri e non per interi impianti.